Daresti mai a un cliente un brief vago come quello che dài all'AI? Domanda Zero trasforma una richiesta confusa nel brief che merita la tua firma — pronto per l'AI che già usi.
Niente spam. Solo l'invito, quando apriamo.
Hai iniziato a usare l'AI per andare più veloce. Ma torna indietro roba generica, di livello stagista, che suona come quella di tutti — e rifarla si mangia il tempo che volevi risparmiare. Il punto non è come scrive l'AI. È come la interroghi.
Scrivi la tua richiesta così come ti viene in mente — anche confusa. Al resto pensa Domanda Zero.
Ti interroga sul vero obiettivo, sul problema sotto la richiesta, sul criterio di «buono». Le domande che da solo salteresti.
Una richiesta ben posta, precisa, pronta da incollare in ChatGPT, Claude o l'AI che preferisci.
Cerchi la formula magica di prompt. Qui non si lavora sulla frase: si lavora sul pensiero.
Non è un altro strumento di prompt, e non ti dà la risposta: quella la ottieni con l'AI che già usi. Domanda Zero lavora sul momento che nessuno cura — la definizione del problema, prima di premere invio. È l'unica cosa che l'AI non sa fare al posto tuo.
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